VINCENZO LICATA

“Il poeta del mare”. Così è definito Vincenzo Licata, nato a Sciacca il 21 giugno 1906, molto amato dai suoi concittadini per la delicatezza e la profondità delle sue liriche, quadri di autentiche emozioni in cui dipinge la sua amata città e il suo mondo così legato alla Marina.

A Vincenzo Licata, la Biblioteca comunale ha dedicato un’opera omnia stampata nel luglio del 1994, con il poeta ancora in vita. Nell’introduzione, l’allora dirigente del Dipartimento “Affari Sociali” del Comune di Sciacca, Gaspare Falautano, spiega che è stato “raccolto in un ‘corpus’ organico, quale doveroso e significativo riconoscimento per la intrinseca valenza letteraria, l’intera produzione poetica – esclusa quella teatrale – di Vincenzo Licata, insuperato Vate del Mare, da lui elevato al rango e alla dignità palpitante ‘Università’, costante modello di ispirazione e di inesauribile sensibilità, fulcro di vita e quindi di gradevolissima e contenutistica poesia. Mare, assimilato in un singolarissimo rapporto simbiotico quasi a linfa esistenziale che gli fa dire che anche la sua faccia, atteggiandosi in conseguenza, ha assunto i tratti e i connotati somatici di uno scoglio”.

Nelle prime pagine del libro, c’è una breve biografia con le principali opere pubblicate e in corso di pubblicazione.

“Si è dedicato sin da giovane alla poesia dialettale. È famoso per la sua finezza di dicitore. Ha pubblicato le seguenti opere: C’è pirmissu? (1936), Furanata (1958), Lu Casu di Sciacca (1968), Lu schiticchiu (1971), La scunfitta di Roncisvalli (1974), Vintuliata di Marina (1983), San Franciscu d’Assisi a Munci Kroniu (1994)”.

Nei cenni biografici, si fa riferimento anche ad altre opere in corso di pubblicazione con l’indicazione del contenuto o della eventuale rappresentazione pubblica: “La Perla (poemetto marinaresco), Sciruccata (raccolta di poesie inedite), Don Turi e Ganu di Magonza (commedia dialettale, rappresentata al Teatro Biondo di Palermo nell’aprile del 1994 dalla compagnia di Mimmo Cuticchio con Ciccio Ingrassia), Vintuliata di Marina (commedia rappresentata)”.

Vincenzo Licata non fu solo un grande poeta. Fu anche attore (“di rara espressività gestuale e di marcata tipicizzazione meridionale e sicilianistica – scrive Gaspare Falautano –, dotato di notevole ‘vis’ comica non disgiunta da altrettanto ragguardevoli venature drammatiche”). Il suo volto lo troviamo in film di importanti registi: Cristo si è fermato ad Eboli di Francesco Rosi, Sedotta e abbandonata di Pietro Germi.

Nell’Opera omnia si elencano i premi ricevuti dal poeta: Premio Sanremo (1948), primo premio al concorso Placido Fardella, premio del Consiglio dei Ministri (1965), medaglia d’oro alla Festa del Mandorlo in Fiore (1967).

Nel 1974, sono segnalati diversi riconoscimenti: concorso nazionale per la poesia dialettale “Nino Martoglio” – premio speciale della Commissione Medaglia d’oro – Trofeo N.M. Medaglia d’oro – Presidente Camera dei Deputati – Medaglia d’oro – Comune di Catania – medaglia d’argento.

Nel 1976, dalla comunità fra i Saccensi e gli Amici di Sciacca in Roma riceve il primo premio annuale “Tommaso Fazello” per la poesia. Nel 1980 gli viene assegnato ad Agrigento il Premio Telamone.

La voce terrena di Vincenzo Licata si è spenta il 26 gennaio 1996.

Al porto, vicino Rocca Regina, è collocata la statua in bronzo che lo ritrae con un gabbiano, opera dello scultore Filippo Prestia.

Raimondo Moncada 

 

 

Bibliografia

Vincenzo Licata, Opera Omnia – 1994, edizione Biblioteca Comunale di Sciacca

Vincenzo Licata, Le poesie del mare – 2015, Melqart Communication

 

La prima foto è tratta dall’Opera omnia 

 

GALLERIA DEI PERSONAGGI ILLUSTRI

Profilo biografico inserito  nella Galleria “Uomini illustri” dello spazio internet della Biblioteca comunale “Aurelio Cassar”

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