Michele Arena

È entrato nei cuori dei saccensi per la sua azione a favore dei più bisognosi, dei bambini orfani. Ma la sua bontà ha varcato i confini nazionali. Ha avuto grandi onori e prestigiosi riconoscimenti dalla Francia per essersi occupato in prima persona delle operazioni di recupero a mare delle vittime del dirigibile francese Dixmude.

“Un grande benefattore dell’umanità”, ecco come il poeta e scrittore Pino Amatiello definisce padre Michele Arena. Pino Amatiello, saccense, ne dà testimonianza ne “Il nuovo giornale dei poeti” ripreso da Shalom, il trimestrale delle suore francescane di Santa Chiara nel numero luglio-settembre del 1996, in occasione dell’anniversario dei cento anni dalla nascita del sacerdote. Pino Amatiello ricorda con affetto “questo grande figlio di Sciacca”. Non può essere dimenticata, dice, “la sua mirabile vita, il bene concreto da lui operato, la sua straordinaria ‘Cultura dell’Amore’”. Pino Amatiello, dice di essere stato ‘ospite’ dell’orfanotrofio di “Padra-rena” alle Giummare, all’età di sette anni. “Sono stato molto vicino a questo ‘Padre’ degli abbandonati e degli esclusi”. Raccoglieva i fanciulli, “figli di nessuno”, dalla strada, e dava loro una casa, un conforto, un futuro. “Padrarena faceva tutte le mattine la questua porta a porta, da negozio a negozio, da barca a barca, al porto, tra i generosi pescatori saccensi, accompagnato da noi orfani e da ‘Giummarello’, l’asinello sardo divenuto poi familiare in città, per sfamare centinaia di bocche di innocenti traditi dal destino e dalla cosiddetta società civile”.

Pino Amatiello cita quanti si sono profusi nel suo ricordo, come l’amico giornalista Enzo Porrello e il professore Accursio Di Caro “il quale è riuscito a fargli dedicare una scuola, quella nella quale egli insegna”.

Don Michele Arena nacque a Sciacca il 9 febbraio 1896 in Via Spada, da Caterina Venezia e Saverio Arena. Venne ordinato sacerdote a 27 anni, nella Cattedrale di Girgenti l’8 luglio 1923: “Si distinse sempre per il suo carattere aperto, leale, semplice, attivo” dice Accursio Di Caro.

Fondò l’orfanotrofio delle Giummare durante l’ultima guerra “per accogliere molti poveri bimbi – ha scritto lo stesso don Michele Arena – a cui la morte ha strappato i tesori più preziosi della vita: il cuore di una mamma e la protezione di un padre”. Fu “quasi grido di disperazione tra il sangue e le macerie, mentre la città subiva un violento bombardamento aereo e dinanzi al corpo di un bimbo dilaniato dalle schegge (21 maggio 1943)”.

Padre Arena fu anche cappellano e assistente spirituale degli ammalati e dei carcerati. “Amò tanto la sua città – ci dice Accursio Di Caro – per la quale fu ispettore onorario ai monumenti, carica che lo vide operoso, tutte le volte che fu possibile, nella salvaguardia del patrimonio storico e architettonico”.

All’inizio del suo sacerdozio, si prodigò nell’opera di recupero e di sepoltura delle salme dell’equipaggio del dirigibile della Marina Militare francese Dixmude precipitato a largo del mare di Sciacca, dopo essere stato colpito da un fulmine, nella notte del 21 dicembre 1923. Padre Arena fu il primo a riconoscere il corpo del comandante, il conte Jean du Plessis de Grenèdan, recuperato da pescatori saccensi cinque giorni dopo il disastro. Il sacerdote instaurò rapporti di amicizia con le autorità francesi e con le famiglie delle vittime, facendo erigere pure una colonna votiva al Viale delle Terme con in cima la madonna di Notre Dame de Fourviere. In un angolo del cimitero di Sciacca il 6 novembre 1927 venne inaugurato un Monumento Ossario in cui vengono tumulate le 50 vittime.

Per questa sua opera, la Francia, in segno di gratitudine, insignì Padre Arena dell’onorificenza accademica delle due Palme: Ufficiale dell’Istruzione Pubblica e della Croce di Cavaliere della Legion d’Onore. Ebbe onori per tutta la sua esistenza, ricevendo a Sciacca continue visite ufficiali dalle autorità d’oltralpe.

Il cuore terreno di Don Michele Arena cessò di battere il 22 aprile 1969.

Raimondo Moncada

 

 

Fonti

  • Shalom, trimestrale delle suore francescane di Santa Chiara, numero luglio-settembre del 1996
  • Notizie sulla Città di Sciacca, anno 1962, di don Michele Arena
  • Uomini illustri di Sciacca, di Vincenzo Porrello

 

La prima foto mi è stata mostrata da un barbiere di Sciacca (la porta sempre con sé nel portafoglio)

La seconda foto è stata scattata nello studio privato di padre Arena, alle Giummare. 

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